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Valentina Fanelli

Olimpiadi invernali Sochi 2014, tra passione e fantasia

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Ogni 4 anni si ripete questo rito collettivo, le Olimpiadi.
Anzi meglio ancora, ogni 2, in alternanza quelle estive e quelle invernali.

Perchè belli i 100 metri, appassionante il nuoto, avvincente la pallavolo, ma vuoi tralasciare il gesto elegante del pattinaggio artistico? Sottovalutare la fatica alla base dello sci di fondo? Trascurare l’emozione di gente che salta con gli sci da altezze ‘imbarazzanti’?

È in queste occasioni che scopriamo sport ed atleti che nel resto del tempo sono schiacciati da Balotelli e derby vari.
Qualcuno dura il tempo dei giochi purtroppo, altri invece riescono a legare il loro nome ad un’impresa e rimangono li, nella memoria del tifoso, che non manca di appassionarsi alle vicende degli atleti nazionali in una specie di eccesso patriottico.

Nel periodo delle Olimpiadi si tifa per chiunque e qualunque sport, basta sentire suonare l’inno di Mameli e sventolare il tricolore.
“Maledetti” francesi, eterni rivali..
Accidenti agli Stati Uniti che vincerebbero anche a dama e tresette..
Che lacrime per i Giamaicani che si buttano giù da una pista di bob..

Libri e film a tema Olimpico non mancano: ‘Cool running’ che ho appena nominato ad esempio, o ‘Miracle’ con Usa e Urss opposti in piena guerra fredda anche sul ghiaccio dell’hockey, il libro ‘Dream team’ che racconta l’affascinante storia della squadra di basket più forte di tutti i tempi.
Il gesto sportivo in sè ha un qualcosa di epico che ne fa il punto di arrivo o di partenza per racconti affascinanti.

Le Olimpiadi fin dall’antichità sono state raccontate e fermate nel tempo dai racconti, dalle raffigurazioni delle gesta eroiche degli atleti.

I ragazzi, al solito, avidi di emozioni e immagini, colgono il loro aspetto migliore.
Sport diversi, colori e punteggi.

E da qui appassionarsi ad uno o un altro evento è immediato.
Certo per appassionarsi a certe discipline serve anche un po’ di fantasia…

21 febbraio 2014

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Valentina Fanelli

Nata e mai vissuta a Cremona nel 1977. Della città ho ereditato la vocazione artistica. Cresciuta disegnando, tutto e tutti, storie e persone; un incubo per gli amici, un sogno e uno sfogo come professione e come passione. Diplomata allo IED, creando un corto animato come tesi, lavora come illustratrice e grafica. Si reinventa con tre amiche progettando e organizzando laboratori creativi e artistici e feste per i bimbi, fondando un’ associazione. Mamma felice di 3 bimbi, fissa loro e la vita quotidiana in una vignetta, come e più che in una foto.

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